Newsletter

Se vuoi rimanere informato sugli aggiornamenti di questo sito iscriviti alla newsletteer Aggiornamenti Receive HTML?
PDF Print E-mail

 LA VECCHIA SI FA UN TRIP

I giornalisti spediti ad indagare il mondo dei «capelloni» o dei giovani che portavano i capelli «alla Nazzarena» additavano un locale londinese come epicentro del fenomeno, l’Eelpie Island Club, una sala da ballo con annesso ristorante che sorgeva su un’isoletta del Tamigi, molto rinomato, sin dai primi del secolo, per i suoi gustosi pasticci d’anguilla. Era in una posizione molto periferica, difficile da raggiungere; senza automobile bisognava fare una complicata serie di trasbordi fra treni e autobus. Nel secondo dopoguerra fu rilevato da un certo Arthur Chisnall che ne fece un centro molto frequentato dai giovani. Nel 1955 Chisnall creò un club moderno dove si suonava jazz e rock e si ballava. Da lì passarono gruppi importanti, come i Rolling Stones dei primissimi ingaggi. Chisnall si considerava una specie di sociologo e filantropo che si era prefisso lo scopo di colmare la distanza fra le giovani generazioni e le vecchie. I social deviants stavano diventando sempre più numerosi ed avevano sempre meno dialogo con i loro genitori. Lui li accoglieva con un sorriso nel suo locale e diceva loro che potevano trasgredire «ma solo entro certi limiti». Potevano peccare, come diceva lui, ma non dovevano farsi del male.         Era dunque un po’ locale malfamato, un po’ esperimento di contenimento, che un pezzo del Sistema aveva trovato per i social deviants. Al club si beveva birra e giravano droghe leggere. Anche su questi punti, Chisnall era per la tolleranza. Per protesta nei confronti di un mondo adulto che non sapeva ascoltarli, i maschi portavano i capelli lunghi sino alle spalle. Chisnall sosteneva che soluzioni come la sua («bastone e carota») sarebbero diventate sempre più necessarie perché l’eterna trasgressione giovanile, che sino alla seconda guerra mondiale  era rimasta limitata alle classi alte, ora si stava estendendo. La guerra aveva creato un vuoto generazionale e condizioni tali da propagare la rivolta dei social deviant al punto da farla diventare universale.

Nella primavera del 1965, l’Eelpie Island Club viveva la sua ultima stagione di gloria. Stava per passare il testimone ad altri locali che stavano sorgendo nel centro della città. Londra, la depressa Londra del dopoguerra, ferita dai bombardamenti e dall’evidenza di aver perso definitivamente l’Impero a favore degli americani, stava per trasformarsi nella Swinging London, il secondo centro psichedelico del mondo.

Nel 1965, Leary affidò a Michael Hollingshead una missione grandiosa: conquistare Londra e far culminare l’opera di proselitismo con una grande manifestazione all’Albert Hall, con migliaia di persone, fra le quali, possibilmente, i Fabulous Four. Lui sarebbe apparso in mezzo alla folla osannante, l’avrebbe solcata, tutto vestito di bianco, il Sommo Sacerdote dell’LSD. Avrebbe spiegato alle masse come andava usato il «nuovo sacramento», avrebbe distribuito una guida per l’esplorazione dell’Altro Mondo ben più eccitante ed utile del Libretto Rosso di Mao, che stava seducendo troppi giovanotti. Il terreno inglese pareva propizio, i fermenti non mancavano: alla London School of Economics tirava aria di rivolta. Si moltiplicavano sit-in e proteste contro l’insediamento del nuovo rettore Adams giudicato dagli studenti inadatto a guidare il tempio del fabianesimo. Il londinese benpensante che andava a vedersi Us, lo spettacolo di Peter Brook, vedeva messi alla berlina tutte le sue convinzioni. Se aveva l’impulso di alzarsi e uscire dal teatro, come molti facevano, veniva accompagnato all’uscita dall’occhio di bue, tra le risate del pubblico. Trovate interessanti, difficile negarlo, ma dal punto di vista di Hollingshead troppo politiche, inefficaci per raggiungere la radice dell’illusione, un nulla a paragone del solvente psichedelico. C’era ancora molto da fare in Albione; non si era visto nulla di simile a ciò che accadeva a San Francisco, Los Angeles o New York.

A lui, dunque, l’onere di preparare la crociata fondando un centro culturale d’alto livello dedicato alla diffusione della cultura psichedelica, dei colori acidi, dei lightshow, dei libri e delle riviste. Ricco di una generosa dose da mezzo grammo di acido, cinquemila trip, bastanti per accendere i «Bright & Best» dell’isola, Hollingshead affittò un elegante appartamento a Pont Street nel  quartiere di Belgravia e v’installò una centro culturale dal nome pomposo, il World Psychedelic Centre, WPC. Reclutò due giovani inglesi con i quali era in contatto da tempo, Joey Mellen e Desmond O’Brien, per nominarli rispettivamente presidente e vicepresidente. O’Brien fu un ottimo allievo e divenne rapidamente «Mr. LSD»; Joey Mellen si sarebbe in seguito trasformato come il più famoso apostolo inglese dell’autotrapanazione cranica

 

   
 

Ken Kesey e i Merry Pranksters